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  • Come utilizzare al meglio i dati statistici

    Quando si parla di calcio e di scommesse, avere accesso a statistiche dettagliate non è un lusso, ma una necessità. Che tu sia un semplice appassionato o un vero e proprio professionista del mondo delle scommesse, sapere dove cercare le giuste informazioni può fare la differenza tra un’intuizione basata su dati concreti e una scommessa al buio. Ma dove puoi trovare queste statistiche così importanti? L’articolo che segue ti fornirà tutte le risposte di cui hai bisogno, esplorando i migliori portali disponibili e spiegando come utilizzare queste informazioni a tuo vantaggio.

    Perché le statistiche sono fondamentali nel calcio?

    Il calcio è uno sport che, a prima vista, può sembrare imprevedibile: un gol all’ultimo minuto, un cartellino rosso improvviso, o una decisione arbitrale possono cambiare completamente l’andamento di una partita. Tuttavia, al di sotto di questa apparente imprevedibilità si nasconde un mondo di numeri e dati che, se ben analizzati, possono fornire previsioni più accurate. Le statistiche di calcio includono una varietà di informazioni, dai dati sulle prestazioni dei singoli giocatori, ai risultati delle squadre, fino a dettagli più specifici come il numero di tiri, passaggi, falli e molto altro ancora. Capire come analizzare questi dati è fondamentale per fare scelte più consapevoli.

    I migliori portali italiani per statistiche di calcio

    Quando si tratta di trovare statistiche affidabili e aggiornate, ci sono diversi portali italiani che offrono un servizio di alta qualità. Tra questi, uno dei più noti è senza dubbio Transfermarkt.it, che offre un’analisi completa delle squadre e dei giocatori, con una miriade di dati che vanno dalle valutazioni di mercato alle prestazioni stagionali. Un altro sito molto apprezzato è WhoScored, che, pur essendo un portale internazionale, ha una sezione dedicata alla Serie A e alle principali competizioni calcistiche italiane, offrendo statistiche dettagliate su ogni partita e sui singoli giocatori.

    Un altro portale di grande rilevanza per il pubblico italiano è Sbancobet.net, che si distingue per fornire un software avanzato che elabora le statistiche in modo tale da offrire una previsione statistica per le scommesse sportive. Questo sito è particolarmente apprezzato dagli utenti che cercano una guida strategica per migliorare le loro scommesse grazie a dati reali e analisi approfondite.

    Infine, Calcio.com è un’altra piattaforma valida per ottenere una panoramica dettagliata delle performance delle squadre e dei giocatori. Qui, gli utenti possono consultare classifiche, dati sulle partite e curiosità statistiche che coprono vari campionati, non solo in Italia ma in tutta Europa.

    Come utilizzare al meglio i dati statistici

    Una volta trovato il portale che ti fornisce le statistiche di cui hai bisogno, è essenziale sapere come interpretare queste informazioni. Non basta leggere i numeri: è importante capire cosa significano. Ad esempio, se una squadra ha una media alta di tiri in porta, questo potrebbe indicare un gioco offensivo, ma se la percentuale di tiri effettivamente trasformati in gol è bassa, potrebbe indicare una mancanza di precisione o problemi in fase offensiva.

    Le statistiche individuali dei giocatori possono inoltre rivelare molto su come una squadra potrebbe performare in una determinata partita. Un giocatore chiave fuori forma o un difensore centrale con una percentuale alta di falli possono essere segnali che la squadra non sta attraversando il suo momento migliore.

    Sbancobet.net, ad esempio, permette di incrociare diverse variabili statistiche per fornire una previsione precisa sugli esiti delle partite, consentendo agli utenti di fare scelte più ragionate e migliorare le probabilità di successo.

    L’importanza delle statistiche “live”

    Un altro aspetto da non sottovalutare è la possibilità di accedere a statistiche in tempo reale. Molti dei portali menzionati, come WhoScored e LiveScore, offrono aggiornamenti live durante le partite. Questo tipo di dati è particolarmente utile per chi è interessato alle scommesse live, dove il fattore tempo gioca un ruolo cruciale. Sapere che una squadra sta dominando il possesso palla o che un attaccante ha già tentato diversi tiri senza successo può darti un vantaggio strategico nel prendere decisioni in tempo reale.

    Anche Sbancobet.net offre una sezione dedicata alle statistiche live, ideale per chi vuole ottimizzare le proprie scommesse in tempo reale, sfruttando le opportunità che si presentano durante il gioco.

    L’evoluzione delle statistiche nel mondo del calcio

    Negli ultimi anni, la raccolta e l’analisi delle statistiche di calcio hanno fatto passi da gigante. Da semplici numeri come il numero di gol segnati o subiti, si è passati a metriche più complesse come il xG (expected goals), che stima la probabilità che un tiro si trasformi in gol, o l’xA (expected assists), che valuta la probabilità di un passaggio di diventare un assist. Questi dati sono ormai parte integrante dell’analisi calcistica, sia per gli allenatori che per gli appassionati e gli scommettitori.

    Sbancobet.net utilizza un algoritmo avanzato per analizzare questi nuovi parametri, offrendo una visione più completa e dettagliata delle potenzialità di una squadra o di un giocatore.

    Continua…

    Confrontare le statistiche: quale portale scegliere?

    Ora che abbiamo esplorato alcuni dei migliori portali disponibili, la domanda che potrebbe sorgere spontanea è: quale scegliere? La risposta dipende dalle tue esigenze. Se cerchi un’analisi approfondita delle partite con statistiche complete e aggiornate, Transfermarkt o WhoScored sono ottime opzioni. Se invece stai cercando un supporto strategico per le tue scommesse, Sbancobet.net offre una combinazione unica di statistiche e suggerimenti basati su algoritmi avanzati, aiutandoti a fare scelte più ponderate.

    Calcio.com e LiveScore sono perfetti se ti interessa avere una panoramica delle partite in corso o delle performance dei singoli giocatori, mentre Sbancobet.net ti permette di andare ancora più in profondità con previsioni statistiche basate su dati reali, consentendoti di essere sempre un passo avanti.

    Conclusioni: usa le statistiche per fare la differenza

    Nel mondo del calcio e delle scommesse, le statistiche non sono solo un accessorio. Sono lo strumento che ti permette di interpretare meglio il gioco, di capire dove una squadra potrebbe avere punti deboli o quali giocatori sono in grado di fare la differenza in una partita. Con i giusti dati a disposizione e sapendo come interpretarli, puoi migliorare notevolmente le tue probabilità di successo.

    Sbancobet.net è un ottimo alleato per chi desidera un approccio basato sui dati, in grado di fornire non solo statistiche, ma anche previsioni strategiche per le scommesse. Se vuoi avere una marcia in più rispetto agli altri scommettitori, è fondamentale iniziare a lavorare con i numeri, utilizzando portali affidabili e strumenti professionali.

    Affidati alle statistiche per capire il calcio da un’altra prospettiva e migliorare le tue decisioni. Sbancobet.net è qui per offrirti quel vantaggio competitivo che potrebbe fare la differenza nel mondo delle scommesse sportive.

    Fonti:

  • Codici sconto per risparmiare: dove trovarli e come utilizzarli

    Quando fai acquisti online, la sensazione di ottenere uno sconto può trasformare un acquisto ordinario in un piccolo trionfo.

    I codici sconto rappresentano uno dei modi migliori per risparmiare denaro sugli acquisti, permettendoti di ottenere prodotti e servizi a prezzi ridotti.

    Ma non è sempre facile trovarli o capire come usarli correttamente. Questo articolo ti guiderà attraverso il mondo dei codici sconto, spiegandoti dove puoi trovarli e come utilizzarli per massimizzare i tuoi risparmi.

    Cosa sono i codici sconto e come funzionano

    Prima di esplorare dove trovare i codici sconto, è utile capire come funzionano.

    Un codice sconto è una sequenza di lettere e numeri che, quando inserita durante il processo di pagamento online, applica uno sconto immediato. Può essere uno sconto percentuale, come il 10% su un acquisto, oppure uno sconto fisso, come una riduzione di 10€. Alcuni codici offrono anche vantaggi aggiuntivi, come la spedizione gratuita o piccoli omaggi insieme all’acquisto. La maggior parte dei codici sconto ha condizioni specifiche, come un valore minimo di spesa o una data di scadenza, quindi è importante leggerle attentamente prima di usarli.

    Dove trovare i codici sconto: le migliori fonti

    Siti specializzati in codici sconto. La ricerca dei codici sconto è stata resa più semplice grazie ai numerosi siti web dedicati, come questo, dove puoi trovare offerte per negozi come Amazon, Zalando, H&M, e molti altri. Questi siti sono aggiornati frequentemente con le ultime promozioni e spesso collaborano direttamente con i brand per offrire sconti esclusivi.

    Molte aziende inviano regolarmente codici sconto ai clienti iscritti alle loro newsletter. Spesso, al momento della registrazione, ti viene offerto un codice di benvenuto, che può variare dal 10% al 20% di sconto sul primo acquisto. Ricevere queste newsletter non solo ti permette di risparmiare subito, ma ti mantiene informato sulle promozioni future.

    Estensioni Chrome si integrano direttamente nel browser e cercano automaticamente codici sconto applicabili mentre fai shopping. Questi strumenti ti permettono di non perdere tempo a cercare manualmente i codici e ti segnalano immediatamente le offerte disponibili.

    Come utilizzare i codici sconto nel modo giusto

    Ora che sai dove trovare i codici sconto, vediamo come utilizzarli correttamente per ottenere il massimo risparmio. Durante il checkout di un acquisto online, c’è quasi sempre una sezione in cui inserire il codice. Il campo potrebbe essere chiamato “Codice promozionale” o “Codice sconto”. Una volta inserito, il sistema applicherà automaticamente lo sconto al totale del carrello.

    Ricorda di prestare attenzione alle condizioni d’uso del codice. Alcuni sconti sono validi solo per una determinata categoria di prodotti, mentre altri richiedono una spesa minima per essere attivati. Se non raggiungi questo importo, lo sconto non sarà applicabile. Inoltre, alcuni codici non sono cumulabili con altre promozioni già in corso, quindi è importante decidere quale offerta ti garantisca il risparmio maggiore​.

    Errori comuni da evitare quando si utilizzano i codici sconto

    Uno degli errori più comuni quando si cerca di utilizzare un codice sconto è non verificarne la validità. I codici scaduti non funzionano, e può essere frustrante scoprirlo solo al momento del pagamento. Un altro errore frequente è non leggere attentamente le condizioni: potrebbe essere richiesto un acquisto minimo, oppure il codice potrebbe essere valido solo su determinati articoli o categorie.

    Inoltre, non dimenticare che alcuni negozi online offrono solo un campo codice sconto per ordine, quindi, se hai più codici a disposizione, dovrai scegliere quello più vantaggioso. Un’altra pratica utile è controllare se esistono codici specifici per nuove registrazioni o per i clienti già esistenti. Alcuni negozi offrono sconti esclusivi solo a chi ha già fatto acquisti precedenti.

    Quando utilizzare i codici sconto per ottenere il massimo vantaggio

    Sfruttare i codici sconto durante i periodi di saldi stagionali o in occasioni speciali come il Black Friday o il Cyber Monday può amplificare il risparmio. Durante queste giornate, molti negozi online offrono sconti già significativi, e con l’aggiunta di un codice sconto puoi ridurre ulteriormente il costo del tuo acquisto. Un’altra ottima opportunità è utilizzare i codici sconto per acquisti di valore elevato, come l’elettronica o articoli di lusso. Risparmi anche piccoli in percentuale possono tradursi in somme considerevoli.

    Trovare e utilizzare i codici sconto non è solo una pratica che consente di risparmiare denaro, ma può anche rendere l’esperienza di shopping online più piacevole e soddisfacente. Con un po’ di attenzione e le giuste strategie, puoi ottenere vantaggi concreti e ridurre i costi dei tuoi acquisti quotidiani o straordinari. Ricorda di sfruttare tutte le risorse a tua disposizione, dalle newsletter agli influencer, dai siti specializzati alle estensioni per browser. Risparmiare è a portata di click!

  • Qual è il miglior hosting in assoluto? 3 dettagli che devi conoscere

    Uno dei componenti più importanti per la realizzazione di un sito web è la scelta di un hosting. Sembra banale, forse anche un po’ da nerd, ma in realtà è uno dei capisaldi più importanti del sito.

    Perché da esso dipendono degli aspetti che sono molto importanti, come ad esempio la velocità. In ogni caso, però, bando alle ciance e andiamo subito a vedere quali sono i tre dettagli da conoscere per scegliere un hosting all’altezza di questo nome. E del tuo sito, ovviamente.

    1. Fai attenzione alle recensioni

    Come per tutte le cose che vuoi acquistare o fittare, un importante ruolo viene svolto dalle recensioni. Eh sì, perché è da lì che si parte. Le recensioni, con il tempo, sono state svalutate per via del fatto che è relativamente semplice scriverne di fasulle ma, comunque, non hanno perso il loro ‘fascino’.

    Quindi, è importante da una occhiata a ciò che pensano gli utenti sui vari hosting presenti in commercio. Anche perché on line, comunque, i pareri possono essere dei più diversi.

    Su internet si trovano molti articoli sui migliori hosting, ma ho trovato qualche giorno fa una guida dedicata ben realizzata. Il ruolo delle guide, abbinato a qualche testimonianza, è molto importante per farsi una idea super partes o, comunque, scevra da ogni condizionamento.

    2. Analizza bene i piani tariffari

    Non si tratta di un semplice aspetto economico. Certo, il prezzo deve guidare la tua scelta, ma solo se hai budget limitati. In tal caso, allora sì che devi togliere da una parte e mettere dall’altra.

    Ma se hai la possibilità di poter scegliere il meglio per te, la cosa che deve leggere è tutto ciò che ti offre ogni hosting. Da quella relativamente più banale a quella più importante.

    Dall’assistenza al fatto di poter reggere eventuali attacchi hacker o alla velocità che può garantire ai vari siti che tu vuoi poggiarci sopra.

    Ne capisci poco e non sei in grado di valutare bene? Il consiglio è quello di fidarsi di un esperto. 

    3. Valuta anche la lingua

    Chiudiamo con un aspetto molto importante: il linguaggio dell’hosting. Sì, è vero che c’è Google Translate. È vero che comunque tu puoi tradurre il sito in ogni momento, però metti che hai bisogno di assistenza e non c’è l’assistenza in italiano. A meno che tu non sappia bene l’inglese, questo potrebbe rallentare un po’ il tutto. Se non renderlo quasi impossibile.

    Dovrai ritrovarti a tradurre ogni singolo messaggio che ti arriva. Puoi immaginare come sia scomodo considerando che, comunque, stiamo parlando anche di qualcosa di molto tecnico. Che non è sempre è facile da tradurre. Vedi, quindi, se c’è l’assistenza in italiano. Anche perché l’Italia è uno dei paesi in cui la lingua inglese si conosce meno e, quindi, l’assistenza nella nostra lingua è relativamente facile da trovare.

    A meno che chi sviluppa hosting non voglia rinunciare a una platea di migliaia e migliaia di potenziali clienti che hanno un sito web da sviluppare.

  • Cosa controllare quando si fanno acquisti online: occhio al risparmio troppo alto!

    La tentazione è troppo forte, lo sappiamo. Ed è uno dei motivi per cui l’ecommerce sta soppiantando il negozio fisico. Sto parlando della possibilità di poter risparmiare se si decide di bypassare l’offline per passare direttamente al commercio on line.

    Non sto qui a fare la predica sul perché, come e dove tu debba acquistare. Sto solo provando a metterti in guardia sul fatto che, prima di procedere all’acquisto vero e proprio, bisogna controllare alcuni aspetti molto importanti.

    Ecco quali sono.

    Le spese di spedizione

    Hai notato se il prezzo coincide poi con il costo finale? Sembra un aspetto di poco conto, però, al prezzo base devi sempre vedere se sono comprese le spese di spedizione.

    Di solito, il più delle volte, sono comprese all’interno del prezzo. Però, comunque, non si sa mai. Magari, vieni attirato con un prezzo ‘troppo’ più basso e, poi, alla fine il prezzo ‘magicamente’ aumenta. Tu, però, non vuoi tornare indietro e metterti a cercare un altro sito e, quindi, accetti queste condizioni.

    Ecco, alla fine hai fatto esattamente ciò che di solito vogliono questi siti che tu faccia. Acquistare, appunto. 

    Le condizioni di acquisto

    Anche questo è un aspetto molto sottovalutato. Perché, erroneamente, si pensa che non capiti proprio a noi. Nel senso che a fronte di un prezzo troppo più basso ci sono delle condizioni non proprio ottimali.

    Ad esempio, una spedizione un po’ più lunga del solito. Certo, magari non hai particolare fretta e quindi non ti costa nulla aspettare. Però, comunque, è sempre brutto aspettare.

    Oppure una gestione del reso troppo restrittiva. Basta un piccolo graffio, giusto per dirne una, per non avere il reso. Ancora: e se il prezzo salisse in base alle modalità di pagamento?

    Hai pensato a questa ipotesi? Tu hai la carta di un circuito in particolare ma per quel circuito i costi salgono. E ti sei ritrovato con le pive nel caso.

    Insomma, al di là del caso specifico, il succo è che prima di fiondarti a fare l’ordine, devi sempre capire bene quali sono le condizioni a cui sottostare. Del resto, un acquisto non è mai una questione di vita o di morte. Quindi, prenditi tutto il tempo che ti serve!

    Le recensioni

    Sì, lo so. Possono essere taroccate. Possono essere acquistate o incentivate con metodi più o meno leciti. Ma sarebbe davvero un investimento oneroso per l’azienda acquistare decine e decine di recensioni per poter falsare il punteggio che i vari siti danno.

    Certo, qualcuna potrà essere non propriamente veritiera. Ma se, ad esempio, le recensioni parlano per il 90% di un qualcosa assolutamente da sconsigliare, puoi pensare davvero che il competitor abbia acquistato decine di recensioni per parlare male dell’avversario? Ovvio che no!

    Così come se le recensioni sono per la stragrande maggioranza tutte positive, allora vuol dire che quel prodotto e quel sito sono davvero affidabili. Come arginare la questione delle recensioni non veritiere? Con un po’ di buon senso, ovviamente. Che è poi ciò che ti spinge a credere a qualcuno e non a un altro.

    Un esempio potrebbe essere se quel sito o quel prodotto abbiamo recensioni tutti da utenti che sono alla loro prima recensione.

    Ecco, in quel caso devi seriamente preoccuparti. Perché o si tratta di una congiura strale per cui tutti recensiscono quel prodotto oppure c’è qualcosa che non va. Ovviamente, è molto più verosimile la seconda ipotesi.

    La sicurezza dei pagamenti

    La sicurezza è tutto per i siti online. Sia perché da lì passano dati sensibili – come l’indirizzo di casa, il genere, il numero di telefono e chi più ne ha più ne metta – e sia perché, comunque, la transazione economica prevede un passaggio di denari da un punto A a un punto B. E se in questa fase di passaggio qualcuno si intromette sono dolori.

    Per quanto riguarda il primo punto, se vedi che non appena ti iscrivi, e senza alcun consenso, il sito ti invia newsletter in cui ti invogli ad acquistare un prodotto, allora disiscriviti subito e scappa a gambe levate. 

    Vedi, a tal proposito, se ha il protocollo https. È un protocollo importante che ti protegge anche per quanto concerne i pagamenti. Perché è certificato e, quindi, è altamente sicuro. 

    Se manca anche una sola di queste protezioni, drizza le antenne e fai molta attenzione. Del resto, i metodi per non pagare ‘a prezzo pieno’ (metodi del tutto legali) sono diversi sul web. Vuoi un esempio? Ecco: de vuoi veramente risparmiare quando acquisti online, devi sempre valutare l’utilizzo di coupon o codici sconto. Prima di acquistare ti consiglio inoltre di leggere le opinioni reali degli utenti, tutte verificate da utenti che hanno realmente acquistato su quel negozio.

    Vedrai che ti ritroverai, a fine anno, con un bel gruzzoletto sul conto. 

  • Quali sono le tipiche domande di un colloquio?

    Chi più, chi meno, tutti hanno affrontato almeno una volta nella vita il famigerato colloquio di lavoro. Quello che se si conclude con un “le faremo sapere” è un “no” implicito.

    Chi ne ha fatti parecchi, però, sa benissimo quali domande spesso vengono fatte. Ma, se sei all’inizio della tua ricerca del lavoro, allora è opportuno che tu legga questa guida.

    Perché sei interessato a lavorare in questa azienda?

    A questa domanda, cerca di non rispondere come tanti ragazzi fanno. Prima di ogni colloquio, devi informarti sulla tipologia d’azienda e, soprattutto, sulla sua storia. Non devi assolutamente menzionare l’aspetto economico e non ti azzardare a dire, ad esempio, “perché si guadagna tanto” o “sono alla ricerca di un lavoro”.

    Anzi, se studi la storia dell’impresa, puoi rispondere con qualche chicca che stupirà sicuramente la persona che hai di fronte. L’azienda lavora in un paesino dell’entroterra? Magari puoi dire che sei stato in quel paesino e l’hai visitato raccontando un aspetto storico.

    Ma gli esempi che si possono fare sono davvero tanti. Sta a te sfruttarli al meglio.

    Perché hai lasciato i lavori precedenti?

    Affrontare un colloquio di lavoro mette sotto pressione la nostra mente ed il nostro corpo e saper gestire le proprie emozioni è fondamentale per superare queste situazioni nel migliore dei modi. Per approfondire il discorso ti consiglio di leggere l’articolo di efficacemente.com (https://www.efficacemente.com/lavoro/colloquio-di-lavoro/).

    In Italia non c’è la mentalità americana del cambiare lavoro spesso. Quindi, molte volte, si abbandona l’azienda perché si viene trattati male. O, all’opposto, se davvero la lasci perché trovi di meglio, allora l’attività che hai abbandonato prende il tutto come un ‘tradimento’.

    Tu, però, non devi mai menzionare che hai avuto problemi di sorta con qualche collega o con il tuo capo. A questa domanda puoi rispondere in diversi modi: 

    • in primis, perché, magari, era troppo lontano da casa tua e con le spese non ci rientravi.
    • Oppure, sentivi di aver dato tutto e te ne sei andato. Magari dicendo che non l’hai detto all’ultimo ma avevi dato un preavviso di un paio di mesi, in modo da mettere subito in evidenza la tua correttezza.
    • O, ancora, puoi dire che avevi dei problemi che hai risolto. Insomma, ciò che vuoi. Ma non di aver causato dei problemi o aver litigato.

    Perché dovremmo scegliere te?

    Questa è la domanda che mette in imbarazzo tutti i candidati. È difficile, infatti, autoelogiarsi senza dare l’impressione di essere una persona piena di sé. Quindi bisogna trovare una risposta che sorprenda. Quale sarebbe? Beh, difficile a dirsi, ovviamente.

    Perché se parli della tua sincerità e correttezza, ti si potrebbe rispondere con un “ci mancherebbe”. Se parli della tua voglia di fare e di imparare, idem. E allora, quale potrebbe essere la soluzione?

    Ad esempio, anche se vuoi dire una cosa banale, spiegala. Esemplificala. Se dici che sei corretto, racconta anche qualcosa di te, di qualcosa che ti è successo al lavoro in cui avresti potuto approfittarne ma non l’hai fatto.

    Puoi dire che hai curato un progetto in team e, nonostante tu fossi il front-man, hai preferito che il merito pubblico se lo prendesse tutta la squadra. Ecco, al di là dell’esempio, il succo è che devi sempre motivare la tua risposta.

    Quali sono i punti di forza?

    Questa domanda può sembrare simile alla precedenza. In realtà non è proprio così. Un conto sono i punti di forza ‘generali’ e, un altro, è dire il motivo per cui bisogna scegliere proprio te. 

    Sono due cose simili, che si possono attrarre ma che non si incrociano. Un punto di forza può essere il fatto di essere molto sincero. Per te lo sarà anche, ma magari per l’azienda no.

    Proprio qui sta la differenza: il punto di forza può essere anche un qualcosa di soggettivo. Tu pensi che lo sia – e mettiamo che in generale è vero – ma in quel contesto non lo è.

    Quindi, presta molta attenzione a ciò che andrai a dire. Tu, ad esempio, potresti ‘targettizzare’ le risposte anche in base alla persona che hai di fronte. Insomma, per superare un colloquio ci vuole una buona dose di intelligenza e un pizzico di furbizia. Quella buona, però. Intesa in senso positivo. 

  • Come prepararsi al meglio per l’esame di maturità

    Tutti i diplomati ci sono passati. E tutti gli studenti dovrebbero farlo (almeno quelli che proseguono il percorso di studi): è l’esame di maturità che chiude il ciclo della Scuola Superiore portando il ragazzo nel mercato del lavoro, se non vuole iscriversi a Master/Università/Corsi, oppure lo lanciano verso il secondo step del proprio percorso didattico, cioè la laurea, Magistrale o Triennale che sia.

    Ma come preparare al meglio l’esame di maturità? C’è chi si affida al caso, chi invece studia ogni giorno, anche oltre più del dovuto. Bisogna trovare un giusto compromesso affinché tu non perda troppo tempo nello studiare e, all’opposto, arrivare impreparato.

    Innanzitutto, il primo consiglio è quello di non ridurti all’ultimo minuto. Puoi, infatti, preparare l’esame di maturità…già durante l’ultimo anno. Perché se studi con costanza tutti i 9 mesi scolastici, la tesina sarà soltanto una ripetizione di ciò che hai studiato e, quindi, ci metterai pochissimo tempo. Certo, dovrai approfondire alcune tematiche ma in un contesto dove tu sei già preparato.

    Non provare a cercare scappatoie. Con internet, infatti, basta digitare alcune parole chiave su Google per riuscire ad approfondire tutto ciò che ti serve. L’esame, però, non te lo fa Google ma lo fai tu stesso. E, quindi, imparare a memoria ciò che trovi su Wikipedia non è sempre la soluzione adatta. Oppure copiare integralmente da un sito. Come tu ti connetti su internet, anche gli insegnanti lo fanno e questa leggerezza potrebbe costarti anche l’esame stesso. Quindi, se vuoi aiutarti con internet cerca almeno di fare un lavoro a parole tue, senza copiare ma semplicemente prendendo spunto da ciò che trovi. Mettici, insomma, del tuo in quello che fai, senza alcun tipo di problema.

    E, a ciò, allega anche qualche tua ricerca personale. Non ti limitare soltanto a quello che leggi ma approfondisci, trova documenti dell’epoca e prova a rendere davvero unico il tuo lavoro. Ad esempio, affianca la storiografia alla storia: in questo modo, potresti avere ulteriori spunti per fare un compito che non dimenticherai facilmente. 

    La storiografia è, infatti, lo studio degli eventi passati mediante i documenti ufficiali, quelli di repertorio e, anche, degli storici. Studiando da lì, infatti, potrai trovare nuovi collegamenti per la tua mappa concettuale e pianificare al meglio tutti le connessioni tra le varie materie.

    Come succede in tutti gli ambiti, per sorprendere devi dare qualcosa in più, devi andare oltre il classico compitino. E, per questo, oltre a ricercare le varie fonti (qui Google ti aiuta parecchio) dovrai fare un percorso didattico regolare, senza lasciare ‘buchi’ o, comunque, senza perderti qualche argomento in particolare, di qualsiasi materia studiata.

    Il segreto, quindi, per fare un buon esame di maturità è proprio quello di essere costante nel corso degli anni. Perché, in effetti, al netto di un colloquio e di test scritti brillanti, il voto è deciso anche e soprattutto dal percorso dei cinque anni e in particolare dell’ultimo anno. E non è detto che sia per forza un aspetto negativo

  • Conviene noleggiare o acquistare un’automobile di lusso?

    Che le auto di lusso siano spesso un vero e proprio star system non è certo una novità. Più si è ricchi e più, in occasioni speciali, queste particolari vetture diventano le vere protagoniste dell’evento in sé. Se anche tu volessi avere l’ebbrezza di guidarne o acquistarne una, sappi che comunque hai un’alternativa: cioè quella di noleggiarla. Infatti, sempre di più negli ultimi tempi si è aperto il dibattito se acquistare o noleggiare un’auto di lusso. 

    Noi abbiamo messo in fila alcuni fattori. Poi sta a te valutare. 

    Spese fisse

    Proprio perché l’auto è di lusso, ha bisogno di tanta manodopera. Ciò significa che dovrai spenderci dei soldi – e non sono pochi -. Oltre al fatto di considerare l’attenzione costante che dovrai metterci. Un bel problema, se decidi di acquistarla.

    All’opposto, invece, con il noleggio dell’auto di lusso, risolvi 2 problemi in uno. Hai spese fisse e non devi occuparti della manutenzione. Ma andiamo con ordine.

    Parliamo di spese fisse perché una volta che hai fissato con la concessionaria il costo del noleggio mensile, non dovrai spendere neppure un euro, ovviamente carburante a parte.

    Che sia la stessa manodopera, l’assicurazione, il bollo auto, il tagliando e tutto ciò che chi ha già acquistato una qualsiasi vettura ben conosce, il problema dell’impossibilità di poter prevedere delle spese resta forte. 

    Invece, con il noleggio, ci sono delle spese che restano tali. Per sempre. O almeno finché dura il contratto.

    Ed è proprio questo il punto: non devi neppure occuparti della manutenzione. Hai un problema? Chiami la concessionaria e via!

    Puoi toglierti lo sfizio

    L’alternativa al noleggio potrebbe essere quella di richiedere un prestito classico o addirittura un prestito senza busta paga se non hai un lavoro. In questo modo non sarai costretto a pagare tutto in contanti.

    Però, se non hai la possibilità di attivare un prestito, hai sempre l’opzione di poterla noleggiare. In questo modo, seppur per un arco temporale relativamente breve, potrai avere l’ebbrezza di guidare quella macchina di lusso che hai sempre sognato.

    In questo modo, infatti, pagando un canone mensile (che non sarà bassissimo, ma non devi essere necessariamente ricco per potertelo permettere) puoi finalmente sederti, lato guidare, in quella macchina che hai sempre sognato.

    Ecco, diciamolo chiaramente: il noleggio di un’auto di lusso potrà finalmente toglierti quello sfizio che durava anni.

    Puoi guidarne più di una

    In questo paragrafo ci appoggiamo a quello precedente. Praticamente, con il noleggio auto puoi guidare più di una macchina nel giro di pochi anni. Ci spieghiamo meglio.

    Praticamente, se tu in questo momento stai noleggiando un’auto di lusso, al termine del contratto potrai sicuramente noleggiarne un’altra. E, quindi, ti ritroverai sempre a guidare veicoli di questo tipo. Tutti diversi.

    Perché, si sa, una macchina è di lusso per poco tempo, poi passa il tempo e il modello si invecchia. Non stiamo parlando dei brand come Ferrari o Porsche, ma proprio delle versioni dei vari veicoli che questi brand immettono sul mercato.

    Una variante di 15 anni fa avrà sicuramente un valore completamente diverso rispetto a quella di oggi. 

    Zero burocrazia

    Chiudiamo con un ultimo punto molto importante: l’assenza di tutti i vari problemi che la burocrazia, inevitabilmente, fa nascere a ogni cittadino italiano.

    Addirittura, in alcune versioni contrattuali, è prevista assistenza in caso di incidente. In altre parole, se ad esempio sei protagonista di un sinistro, ti basterà avvertire la concessionaria che provvederà essa stessa con avvocati e tutte le procedure di rito. 

    Sono ore e giorni guadagnati da non sottovalutare. Stesso discorso per quanto riguarda il tagliando, ad esempio. Non dovrai tu preoccuparti di farlo ma sarà la concessionaria a occuparsene, senza alcun costo aggiuntivo. In questo tu non dovrai perdere il tempo per effettuare questa operazione di routine e, dall’altro, non dovrai preoccuparti neppure di farla.

    Infatti, non dovrai essere tu ad avvertire chi ti ha noleggiato la macchina, ma sarà quest’ultimo a provvedere. Sembra una differenza da poco ma in realtà ti libera da un pensiero.

    Con il noleggio, quindi, non dovrai occuparti praticamente di nulla. A parte due cose, s’intende: quella di rispettare il contratto (dal punto di vista economico, e non solo) e di guidare finalmente l’auto di lusso che sognavi.

  • Quanto deve essere il minimo di una busta paga per un finanziamento

    Di questi tempi avere un lavoro è divenuto quasi un privilegio. Un lusso che non tutti, purtroppo, possono permettersi. In Italia il contesto lavorativo si fa sempre più duro e arduo da affrontare, soprattutto per i più giovani, spesso e volentieri alle prese con attività professionali sottopagate o pagate in nero.

    E allora bisogna ritenersi già fortunati se si ha una busta paga a disposizione, considerando che in tanti non ne dispongono. Ma spesso la busta paga non basta affatto per sostenere tutte le spese che si presentano di volta in volta davanti ad un singolo o ad un’intera famiglia nella maggior parte dei casi.

    Subentra così la possibilità di richiedere un prestito che possa far accedere ad un finanziamento. Il che dovrebbe facilitarvi la vita in un certo senso, ma anche in questo caso ci sono dei requisiti, segnatamente economici, da rispettare.

    Il problema più grande è sapere quanto sia il minimo importo nella busta paga da cui partire per poter anche solo richiedere un semplice finanziamento. Naturalmente si può scegliere tra diverse tipologie di finanziamenti come cessione del quinto, delega di pagamento o prestito personale, tanto per dire.

    In buona sostanza, per accedere ad un finanziamento minimo bisogna sottostare a diversi fattori imprescindibili, non soltanto di tipo economico, vedi l’assenza di indebitamenti, lavoratori già censiti, che non hanno ottenuto un prestito nell’ultimo anno solare, che non hanno fatto richieste di finanziamento negli ultimi 30 giorni e così via.

    Generalmente, le banche e le finanziarie utilizzano come importo minimo di richiesta in questo senso la cifra pari a 750 euro mensili circa di stipendio, parametro valido soprattutto nel caso dei prestiti personali. Una cifra che può salire anche a 900 euro in determinati casi.

    La cessione del quinto, invece, prevede reddito minimo di poco più di 500 euro per l’accesso, ottenuto entro l’anno corrente, nella fattispecie il 2020. Se si percepiscono redditi inferiori a queste cifre che abbiamo menzionato, non diviene possibile avere un certo tipo di prestito, a meno che il richiedente non abbia la “fortuna” di potersi appellare ad un familiare che gli faccia da garante in qualche modo.

    La delega di pagamento fa riferimento ad una sorta di accordo tra il lavoratore e il datore di lavoro con quest’ultimo che trattiene ogni mese l’importo della rata da versare alla banca o finanziaria fiduciaria, anche se, tuttavia, non c’è un obbligo formale in questo senso. La rata resta costante e non varia nel tempo, ma il finanziamento può essere estinto prima della chiusura chiarita nel contratto.

    Facciamo un esempio pratico: se un lavoratore guadagna sui 1200 euro al mese, l’importo massimo, non minimo in questo caso, a cui si può aspirare per un prestito va dai 200 ai 300 euro, che corrispondono più o meno al 20-25% di uno stipendio medio.

    Naturalmente, il reddito che si percepisce deve essere sempre dimostrabile a partire da una documentazione certificata a livello fiscale. Questo è un presupposto fondamentale imprescindibile che è bene chiarire.

    La tipologia di lavoratore che fa ricorso con sempre maggiore frequenza a questo tipo di prestiti sono soprattutto studenti, casalinghe, disoccupati e lavoratori autonomi che hanno bisogno di soldi e non riescono a permettersi tutti i beni di prima necessità con quel poco che magari guadagnano. 

    Alcuni di questi non hanno neanche la busta paga e per loro diventa ancora più complicato accedere ad un finanziamento. Ma si può ovviare anche a questo ostacolo. Ottenere un prestito senza busta paga è possibile grazie ad un istituto creditore che viene incontro a coloro che hanno necessità di avere liquidità immediata. In questo caso parliamo di prestiti non eccessivamente consistenti nelle cifre, ma sono pur sempre prestiti. 

    Tra le garanzie richieste in questi casi soprattutto l’ipoteca di un immobile, di conti correnti, titoli o cose del genere. Va bene anche una garanzia personale come la fideiussione di un genitore nel caso di uno studente. 

    La figura genitoriale a quel punto diventa l’interlocutore di riferimento per la banca affinché quel prestito venga “restituito”. Al di là dell’importo minimo erogabile, esistono tanti modi per ottenere un prestito. Con o senza busta paga, lo si può fare. L’importate è sempre documentarsi bene e tenersi lontani da qualsiasi tipo di truffa in questo senso per evitare di finire nelle mani sbagliate.

  • Miglior prestito personale: Classifica aggiornata a Giugno 2020

    Chiedere un prestito, oggi, non è affatto semplice. Con un crollo del PIL a due cifre per via del CoronaVirus, infatti, le condizioni non sono certamente tra quelle più agevoli. Ma, in ogni caso, ci sono alcuni prestiti personali che potrebbero aiutarti e risultare, in ogni caso, tra quelli più adatti a te.

    Il primo riguarda sicuramente la richiesta di un finanziamento a piccole cifre. In questo caso, non dovresti avere grossi problemi. E, inoltre, come per tutti i prestiti personali non devi dare per forza la motivazione per cui richiedi questo prestito. A differenza di altre tipologie di prestiti, come quelli finalizzati, i finanziamenti ‘personali’ non prevedono l’obbligo di dire alla banca la ragione per cui chiedi quella cifra.

    Questa formula può essere molto interessante, soprattutto per colmare quelle esigenze di spese più immediate. Con la cassa integrazione in deroga che tarda ad arrivare, infatti, potresti aver bisogno soltanto di una piccola cifra, giusto per andare avanti e attendere, poi, che arrivi questo contributo tanto atteso e che spetta di diritto a tutti i lavoratori.

    Del resto, chiedere cifre così basse non è sicuramente difficile poiché, data l’esiguità del finanziamento, non ci sono grosse garanzie da dover dare.

    Garanzie che, però, devono essere date assolutamente se vuoi accedere alla cessione del quinto. La cessione del quinto dello stipendio si posiziona tra i prestiti più richiesti del 2020. Probabilmente non lo sai, ma se hai già avviato un finanziamento con questa formula e lo stai per rinnovare è possibile verificare se puoi richiedere un rimborso, una piccola somma di denaro che ti verrà restituita dopo aver effettuato un conteggio estintivo.

    Al di là di questo, però, per accedere alla cessione del quinto è importante rispettare alcuni requisiti. Il primo è di avere una busta ogni mese e, quindi, essere contrattualizzati a tempo indeterminato presso una Pubblica Amministrazione. ‘Non vale’, infatti, se sei sotto contratto presso un’azienda: oltre al fatto che, oggi, il mercato del lavoro è molto flessibile e si può essere licenziati da un giorno all’altro, bisogna, appunto, garantire che si percepisce un salario ogni mese. Con la Pubblica Amministrazione ciò è possibile, considerando che, al netto di alcuni comportamenti, essere licenziati è praticamente impossibile. Ma perché è imprescindibili avere la sicurezza? Perché pagherai la rata direttamente dalla busta paga. Infatti, ti verrà tolto direttamente il 20% dello stipendio (un quinto, appunto) e non avrai il problema di ricordarti di pagare perché…lo avrai già fatto subito, quando firmi la busta paga.

    Un altro prestito personale che per il 2020 promette di andare forte è quello d’onore. È una formula importante dall’America che, al momento, in Italia non ha ancora avuto un vero e proprio boom. Praticamente, si tratta di aiutare i giovani studenti che, per motivi economici, vorrebbero intraprendere la carriera universitaria o un master ma non possono farlo. In questo caso, viene ‘in soccorso’ un ente di credito che, con meno garanzie rispetto a un classico prestito, ti dà la somma che tu richiedi. Nella migliore delle ipotesi, inoltre, potresti restituire il prestito quando hai cominciato a lavorare. Ovviamente, ci sono dei tassi di interesse e delle spese da affrontare comunque. Chissà che, però, con una crisi economica sempre più acuta, questa forma di finanziamento che tutela chi vuole dare il massimo nel proprio percorso non abbia il suo pieno sviluppo.

    Come hai potuto vedere, queste sono le tre forme di prestito personale più in voga nel 2020, anche se, comunque, la situazione legata al Covid19 ha praticamente rivoluzionato tutto, compreso il mondo dei prestiti. E tu devi farti trovare pronto.

  • 5 migliori citycar da noleggiare a Giugno 2020

    Non è più il tempo di acquistare le auto. Non è una frase fatta nemmeno un’opinione. Ma, a dirlo, sono i numeri. Al netto del CoronaVirus, che ha ‘stoppato’ la gran parte delle attività produttive, sono sempre più gli italiani vogliosi e desiderosi di noleggiare una macchina. Il motivo? Ne sono tanti, ma uno per tutti è la libertà di poter cambiare la macchina quando vuoi. Quando scade il contratto, puoi decidere di optare per un’altra vettura. Oppure, a conti fatti, il risparmio è davvero notevole. 

    Ma, a proposito di veicoli, in questo approfondimento analizzeremo le citycar: quali sono quelle che sono da noleggiare?

    La prima è la Hyundai i10, una delle novità della compagnia asiatica. Oseremo dire che è la citycar ‘perfetta’, non perché sia necessariamente la migliore di tutte ma proprio perché rappresenta, nel bene e nel male, tutte le proprietà che può avere una citycar: piccola, non troppo potente, non troppo capiente e che, forse, soffre un po’ troppo le salite e l’installazione di un impianto a gas. Del resto, con le dimensioni di 3.670 millimetri in lunghezza, 1.680 millimetri in larghezza e 1.480 millimetri in altezza puoi metterla dappertutto.

    Ma, ovviamente, non è certamente l’unica. Su portali dedicati al noleggio come quello di Finrent.it (https://finrent.it) puoi scegliere quale macchina noleggiare tra quelle presenti nel suo vastissimo catalogo. Un catalogo in cui trova spazio anche la Fiat 500 1.2. Una ‘parente’ della Panda – del resto, la casa ‘madre’ è la stessa – con un consumo di 6 litri ogni 100 chilometri. Così come per tutte le auto, sono compresi tutti i vari benefit di un noleggio, tra cui il fatto che l’assicurazione, il bollo e il tagliando sono compresi nel prezzo. Disponibile anche in più colorazioni.

    Al terzo posto – non certo per classifica, ma soltanto per enunciazione – troviamo la Ford Fiesta 1.1 da 75 cavalli. In questo caso, però, potrebbe esserci il bisogno di pagare un maxi anticipo iniziale superiore ai 3mila e intorno anche, in alcuni casi, ai 5mila. La caratteristica? Che ‘esce’ già con l’impianto a gas e, quindi, proprio sull’unico aspetto dove è difficile risparmiare con il noleggio, puoi comunque non vedere il portafoglio leggero. Ovviamente, sono disponibili varie versioni, da una vernice particolare a un particolare optional. A seconda di ciò che ti ispira.

    L’abbiamo menzionata prima e l’abbiamo messa in questa nostra lista. Si tratta della Fiat Panda, una delle auto più noleggiate in assoluto. Sono tanti i motivi di questo boom e il primo è sicuramente legato ai consumi: la versione 1.2 benzina Euro 6 consuma meno di 5 litri ogni 100 chilometri. Ma non è solo questo: è la citycar probabilmente più famosa in Italia, quella che fa tendenza, che è riuscita negli anni a reinventarsi senza perdere il suo tradizionale spirito. Potenza da 70 cavalli e, generalmente, è possibile noleggiare sia versano un anticipo che caricando le rate.

    Se parliamo di consumi, c’è un’altra vettura che, addirittura, supera la Panda in tal senso. Si tratta della Citroen C1 berlina 1.0 VTi72 S&S Feel. Vuoi sapere quanto consuma? Solo 3,7 litri ogni 100 chilometri. Per intenderci, se un litro di benzina costa 2€ (cifra massima praticamente) con meno di 8 euro faresti la bellezza, appunto, di 100 chilometri.

    Ma non è solo questo il vantaggio. C’è, ovviamente, anche dell’altro. Una macchina molto piccola che, sicuramente, è perfetta per le città perché ti permette di trovare subito parcheggio da un lato e, dall’altro, di riuscire a imbucarti anche nel traffico. Anche per questa vettura, sono previste varie optional e, inoltre, è possibile sia avere una rata più leggera, quindi con un anticipo iniziale, che smaltire questo anticipo nelle varie rate.

    Non vogliamo far torto a nessuna citycar ma, queste, ci sembrano le ideali per chi vuole un veicolo che permetta di girare comodamente per le strade cittadine, dove il numero delle macchine cresce a dismisura. E, con le tasse che aumentano e la crisi economica che non permette di fare numerosi investimenti, il noleggio di una citycar può essere un’arma importante per non privarsi di un mezzo di trasporto che, ancora oggi, può tranquillamente dire la sua. A patto che riesca a evolversi come sta facendo.