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  • Rapporto tra genitori e figli: cosa sapere

    Oggi il rapporto tra genitori e figli è sempre molto complicato. E sembra che la tendenza sia andare su questa via. Se un tempo l’autorità, almeno del padre, era molto forte, oggi questo ‘rispetto’ è andato via via scemando fino ad arrivare anche a genitori picchiati o, comunque, che ricevono risposte un tempo impensabili.

    Per questo, ci sono da sapere alcune cose sul rapporto tra genitori e figli che, sicuramente, potrebbero aiutare entrambi le parti in casa.

    La prima regola è non dire sempre “sì” e nemmeno aspettarsi sempre una risposta positiva. È vero, chissà quante volte avrai trovato questo suggerimento ma, sembra un paradosso, più lo si dice e meno lo si rispetta.

    Questo punto è assolutamente fondamentale perché se il bambino fin da piccolo è abituato a ricevere sempre tutto ciò che chiede, da grande difficilmente capirà in tempi brevi che, di solito, nella vita ogni cosa va conquistata. Nessuno ti regala niente, ed è necessario attrezzarsi. Prima lo si capisce e meglio è.

    La seconda regola è…mettere delle regole. Possibilmente inderogabili. Ad esempio, l’uso dello smartphone: magari, ad esempio, indipendentemente dall’età si decide che, almeno a tavola, non si possono rispondere alle telefonate e neppure inviare messaggi su WhatsApp. Un tentativo non soltanto per disconnettersi – in realtà, non sarebbe nemmeno male per un po’ non ‘esistere’ sul web – ma anche in modo da avere dei momenti tutti dedicati alla famiglia, alle persone che non ti tradiranno mai.

    Un altro è non aver paura di mostrare le proprie debolezze. Soprattutto quando si è adolescente, infatti, spesso si nascondono molte cose per evitare problemi. Ebbene, ti diamo due notizie: se sei un adolescente e stai leggendo questo articolo, sappi che soprattutto nei paesini piccoli alla lunga si verrà sempre a sapere cosa si è combinati. Anche perché, in questi casi, tutti conoscono tutti e basta un niente. La seconda notizia è che tantissime persone – in età adolescenziale, e non solo – hanno commesso degli errori, fatto degli sbagli di cui, probabilmente, se ne pentono. Non si può non sbagliare, soprattutto se cominci ad affacciarti al mondo ‘seriamente’, come ad esempio quando cominci ad andare alle scuole medie o superiori.

    In realtà, ci sarebbero altri consigli e altre cose da sapere ma tutto parte da questi tre tasselli che, poi, fanno nascere quello che è la soluzione di tutti i rapporti, non soltanto tra genitori e famigli, ma anche tra amici, mariti e moglie o fidanzati: il dialogo. 

  • Corsi di formazione: cosa sapere prima di comprarne uno

    Abiti in un piccolo paesino, non servito da mezzi pubblici affidabili e, quindi, hai deciso di optare per corsi di formazione online? Nessun problema, sul web ce ne sono tante di proposte del genere. Se da un lato l’ampia offerta può essere un’opportunità perché hai la possibilità di optare per quello che reputi il meglio, dall’altro è molto semplice incappare in qualcosa che non si avvicina nemmeno lontanamente a quello che è un corso di formazione.

    Risposta celere alle mail e ai messaggi

    Sembra cosa di poco, ma una risposta celere può essere un buon segnale

    Quante volte ti è capitato di non avere risposta alle mail? Di aspettare tanto di quel tempo che, poi, hai praticamente desistito? Con enti di formazione online, come teoremacorsi.com, questo difficilmente succede. Ma non solo perché sono bravi. Anche perché non rispondere celermente alle mail, ai Direct su Instagram o ai messaggi privati su Facebook può voler dire un cliente perso. In questo modo, infatti, una risposta celere dà anche un segnale di presenza all’utente che ha deciso di iscriversi. Ammettilo: quante volta hai cambiato pizzeria o pub, per non parlare sempre dei corsi di formazione, solo perché non avevi avuto risposta? Quante volte non hai mandato la mail perché pensavi che una risposta non ti sarebbe mai arrivata? Ecco, non deve mai succedere. C’è, però, una corrente di pensiero che dice che una risposta tardiva può voler dire ‘farsi desiderare’, creare l’attesa. Ma, questo, puoi farlo solo se sei già un colosso, dove la reputazione e ottimale e la domanda è tanta. Se sei ‘piccolo’, meglio evitare questa tecnica.

    Sito chiaro e leggibile

    Aggiornato e navigabile su mobile

    Prendi il sito di www.teoremacorsi.com: è un sito dove tutto è chiaro, lampante, in modo da avere tutto a portata di mano. Sia che navighi via mobile che da un dispositivo fisso. Avere un sito chiaro non è soltanto un mezzo per prendere sempre più clienti, ma è anche un sistema per far sì che l’utente possa arrivare subito dove desidera o, quantomeno, portarlo dove si desidera. Inoltre, un sito leggibile e comprensibile è un bel biglietto da visita poiché dà l’impressione di un ente di formazione che cura ogni minimo dettaglio ed è attento a ogni piccolo particolare. Un sito vecchio, magari degli anni ’90, in Flash, non responsive, è un pessimo segnale da visita. Brutto da vedere e, soprattutto, non incentiva certo i futuri iscritti a compilare il form di contatto oppure a inviarti una mail. Ricorda che col tempo gli enti di formazione crescono a dismisura e l’utente vuole sempre il massimo. Giustamente, tra l’altro.

    Tutto alla luce del sole, senza asterischi

    Prezzo, docente e programma: tutto leggibile, senza sotterfugi
    Spesso può capitare che tu leggi un prezzo, non ci hai fatto caso all’asterisco e ti sei ritrovato a pagare una spesa extra. Esempio: viene pubblicizzato che il corso costa X euro mensili. Tutto perfetto. Ma c’è una postilla a cui non ci hai badato che prevede un costo di iscrizione una tantum di Y euro. Certo, puoi sempre sempre pensare “è colpa mia che non l’ho visto” ma che fiducia può darti un ente di formazione che punta sugli asterischi e sulle postille? Valuta bene anche questi aspetti. Portali come teoremacorsi.com, infatti, non fanno uso di postille scritte in minuscolo o incomprensibili ma, anzi, non soltanto ti dicono il prezzo in maniera chiara se richiedi informazione ma presentano il programma in maniera leggibile, senza alcun problema a spiegare perfino i concetti più semplice. Del resto, pensaci: se tu fai un corso base, ad esempio, di web designer e trovi nel programma gerghi settoriali proprio per essere, in un certo qual modo, fighi, l’utente medio cosa capisce? Nulla. E, probabilmente, non si iscrive. Se, invece, viene spiegato tutto con il cucchiaino, è più invogliato a chiedere informazioni e, magari, a fine corso parlerà pure bene del percorso che gli hai proposto.