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  • Miglior prestito personale: Classifica aggiornata a Giugno 2020

    Chiedere un prestito, oggi, non è affatto semplice. Con un crollo del PIL a due cifre per via del CoronaVirus, infatti, le condizioni non sono certamente tra quelle più agevoli. Ma, in ogni caso, ci sono alcuni prestiti personali che potrebbero aiutarti e risultare, in ogni caso, tra quelli più adatti a te.

    Il primo riguarda sicuramente la richiesta di un finanziamento a piccole cifre. In questo caso, non dovresti avere grossi problemi. E, inoltre, come per tutti i prestiti personali non devi dare per forza la motivazione per cui richiedi questo prestito. A differenza di altre tipologie di prestiti, come quelli finalizzati, i finanziamenti ‘personali’ non prevedono l’obbligo di dire alla banca la ragione per cui chiedi quella cifra.

    Questa formula può essere molto interessante, soprattutto per colmare quelle esigenze di spese più immediate. Con la cassa integrazione in deroga che tarda ad arrivare, infatti, potresti aver bisogno soltanto di una piccola cifra, giusto per andare avanti e attendere, poi, che arrivi questo contributo tanto atteso e che spetta di diritto a tutti i lavoratori.

    Del resto, chiedere cifre così basse non è sicuramente difficile poiché, data l’esiguità del finanziamento, non ci sono grosse garanzie da dover dare.

    Garanzie che, però, devono essere date assolutamente se vuoi accedere alla cessione del quinto. La cessione del quinto dello stipendio si posiziona tra i prestiti più richiesti del 2020. Probabilmente non lo sai, ma se hai già avviato un finanziamento con questa formula e lo stai per rinnovare è possibile verificare se puoi richiedere un rimborso, una piccola somma di denaro che ti verrà restituita dopo aver effettuato un conteggio estintivo.

    Al di là di questo, però, per accedere alla cessione del quinto è importante rispettare alcuni requisiti. Il primo è di avere una busta ogni mese e, quindi, essere contrattualizzati a tempo indeterminato presso una Pubblica Amministrazione. ‘Non vale’, infatti, se sei sotto contratto presso un’azienda: oltre al fatto che, oggi, il mercato del lavoro è molto flessibile e si può essere licenziati da un giorno all’altro, bisogna, appunto, garantire che si percepisce un salario ogni mese. Con la Pubblica Amministrazione ciò è possibile, considerando che, al netto di alcuni comportamenti, essere licenziati è praticamente impossibile. Ma perché è imprescindibili avere la sicurezza? Perché pagherai la rata direttamente dalla busta paga. Infatti, ti verrà tolto direttamente il 20% dello stipendio (un quinto, appunto) e non avrai il problema di ricordarti di pagare perché…lo avrai già fatto subito, quando firmi la busta paga.

    Un altro prestito personale che per il 2020 promette di andare forte è quello d’onore. È una formula importante dall’America che, al momento, in Italia non ha ancora avuto un vero e proprio boom. Praticamente, si tratta di aiutare i giovani studenti che, per motivi economici, vorrebbero intraprendere la carriera universitaria o un master ma non possono farlo. In questo caso, viene ‘in soccorso’ un ente di credito che, con meno garanzie rispetto a un classico prestito, ti dà la somma che tu richiedi. Nella migliore delle ipotesi, inoltre, potresti restituire il prestito quando hai cominciato a lavorare. Ovviamente, ci sono dei tassi di interesse e delle spese da affrontare comunque. Chissà che, però, con una crisi economica sempre più acuta, questa forma di finanziamento che tutela chi vuole dare il massimo nel proprio percorso non abbia il suo pieno sviluppo.

    Come hai potuto vedere, queste sono le tre forme di prestito personale più in voga nel 2020, anche se, comunque, la situazione legata al Covid19 ha praticamente rivoluzionato tutto, compreso il mondo dei prestiti. E tu devi farti trovare pronto.

  • 5 migliori citycar da noleggiare a Giugno 2020

    Non è più il tempo di acquistare le auto. Non è una frase fatta nemmeno un’opinione. Ma, a dirlo, sono i numeri. Al netto del CoronaVirus, che ha ‘stoppato’ la gran parte delle attività produttive, sono sempre più gli italiani vogliosi e desiderosi di noleggiare una macchina. Il motivo? Ne sono tanti, ma uno per tutti è la libertà di poter cambiare la macchina quando vuoi. Quando scade il contratto, puoi decidere di optare per un’altra vettura. Oppure, a conti fatti, il risparmio è davvero notevole. 

    Ma, a proposito di veicoli, in questo approfondimento analizzeremo le citycar: quali sono quelle che sono da noleggiare?

    La prima è la Hyundai i10, una delle novità della compagnia asiatica. Oseremo dire che è la citycar ‘perfetta’, non perché sia necessariamente la migliore di tutte ma proprio perché rappresenta, nel bene e nel male, tutte le proprietà che può avere una citycar: piccola, non troppo potente, non troppo capiente e che, forse, soffre un po’ troppo le salite e l’installazione di un impianto a gas. Del resto, con le dimensioni di 3.670 millimetri in lunghezza, 1.680 millimetri in larghezza e 1.480 millimetri in altezza puoi metterla dappertutto.

    Ma, ovviamente, non è certamente l’unica. Su portali dedicati al noleggio come quello di Finrent.it (https://finrent.it) puoi scegliere quale macchina noleggiare tra quelle presenti nel suo vastissimo catalogo. Un catalogo in cui trova spazio anche la Fiat 500 1.2. Una ‘parente’ della Panda – del resto, la casa ‘madre’ è la stessa – con un consumo di 6 litri ogni 100 chilometri. Così come per tutte le auto, sono compresi tutti i vari benefit di un noleggio, tra cui il fatto che l’assicurazione, il bollo e il tagliando sono compresi nel prezzo. Disponibile anche in più colorazioni.

    Al terzo posto – non certo per classifica, ma soltanto per enunciazione – troviamo la Ford Fiesta 1.1 da 75 cavalli. In questo caso, però, potrebbe esserci il bisogno di pagare un maxi anticipo iniziale superiore ai 3mila e intorno anche, in alcuni casi, ai 5mila. La caratteristica? Che ‘esce’ già con l’impianto a gas e, quindi, proprio sull’unico aspetto dove è difficile risparmiare con il noleggio, puoi comunque non vedere il portafoglio leggero. Ovviamente, sono disponibili varie versioni, da una vernice particolare a un particolare optional. A seconda di ciò che ti ispira.

    L’abbiamo menzionata prima e l’abbiamo messa in questa nostra lista. Si tratta della Fiat Panda, una delle auto più noleggiate in assoluto. Sono tanti i motivi di questo boom e il primo è sicuramente legato ai consumi: la versione 1.2 benzina Euro 6 consuma meno di 5 litri ogni 100 chilometri. Ma non è solo questo: è la citycar probabilmente più famosa in Italia, quella che fa tendenza, che è riuscita negli anni a reinventarsi senza perdere il suo tradizionale spirito. Potenza da 70 cavalli e, generalmente, è possibile noleggiare sia versano un anticipo che caricando le rate.

    Se parliamo di consumi, c’è un’altra vettura che, addirittura, supera la Panda in tal senso. Si tratta della Citroen C1 berlina 1.0 VTi72 S&S Feel. Vuoi sapere quanto consuma? Solo 3,7 litri ogni 100 chilometri. Per intenderci, se un litro di benzina costa 2€ (cifra massima praticamente) con meno di 8 euro faresti la bellezza, appunto, di 100 chilometri.

    Ma non è solo questo il vantaggio. C’è, ovviamente, anche dell’altro. Una macchina molto piccola che, sicuramente, è perfetta per le città perché ti permette di trovare subito parcheggio da un lato e, dall’altro, di riuscire a imbucarti anche nel traffico. Anche per questa vettura, sono previste varie optional e, inoltre, è possibile sia avere una rata più leggera, quindi con un anticipo iniziale, che smaltire questo anticipo nelle varie rate.

    Non vogliamo far torto a nessuna citycar ma, queste, ci sembrano le ideali per chi vuole un veicolo che permetta di girare comodamente per le strade cittadine, dove il numero delle macchine cresce a dismisura. E, con le tasse che aumentano e la crisi economica che non permette di fare numerosi investimenti, il noleggio di una citycar può essere un’arma importante per non privarsi di un mezzo di trasporto che, ancora oggi, può tranquillamente dire la sua. A patto che riesca a evolversi come sta facendo.

  • Festa del papà: quando si festeggia, data e consigli per i regali

    Ogni volta che si avvicina il 19 marzo bisogna ingegnarsi per trovare qualcosa che possa i papà. Idea regalo festa del papà: è anche di questo che parleremo in questo approfondimento per capire come nasce la ricorrenza e darti anche qualche consiglio per il regalo.

    19 marzo…ma non per tutti!

    In Italia si festeggia il 19 marzo. Ma non dappertutto è così

    Nella Svizzera Italiana è addirittura festa nazionale ma, in Italia, anche se non è considerato un giorno ‘rosso’ è comunque una ricorrenza importante e da celebrare.

    Nel nostro paese cade lo stesso giorno di San Giuseppe ma non dappertutto è così. Essendo una festa che ha connotati religiosi – che approfondimento nel prossimo paragrafo -, cambia da Stato a Stato.

    Nelle Nazioni, appunto, cattoliche si festeggia il 19 marzo ma nei paesi anglosassoni cade la terza domenica di giugno. In generale, però, il calendario è così vario che ognuno segue le proprie tradizioni.

    Ad esempio, in Serbia la festa del papà si celebra il 6 giugno mentre in Bulgaria il giorno di Santo Stefano, 26 dicembre. In Nepal il 23 agosto mentre il Lussemburgo la prima domenica di ottobre.

    Insomma, è davvero molto vario

    Festa del papà, quando e come nasce

    La festa del papà ha molti connotati religiosi. Eccoli

    La festa del papà ha origini tutto sommato recenti. Nasce, infatti, agli inizi del ‘900 quasi come se fosse un contraltare alla festa della mamma. In questo modo, infatti, si preferiva festeggiare entrambe le figure genitoriali. 

    Tutto parte, però, dal 1871: è in quell’anno che la Chiesa Cattolica istituisce San Giuseppe come protettore di tutti i padri di famiglia e la celebrazione di questo santo cade il 19 marzo. Da qui che, poi, si decide di celebrare la festa del papà il giorno di San Giuseppe.

    In America, però, già nel 1908 si cominciò ad abbozzare delle celebrazioni ma, per la celebrazione ‘definitiva’ nel Nuovo Continente bisogna ricordare Sonora Smart Dodd che, nel 1910, organizzò la festa il 19 giugno del 1910 a Spokane, capoluogo della contea di Spokane nello Stato di Washington, che oggi conta oltre 200mila abitanti.

    La signora Dodd decise di festeggiare a giugno perché in quel mese si festeggiava anche il compleanno del padre, uno dei personaggi più importanti della guerra di secessione americana.

    Festa del papà, consigli per il regalo

    Non è semplice fare regali alla festa del papà. Ecco comunque qualche consiglio

    Vuoi fare bella figura con il tuo papà? Non sai cosa regalargli e il 19 marzo si avvicina? Allora quest’ultimo paragrafo è quello che fa per te. Ti daremo alcuni suggerimenti per fare il regalo migliore.

    Il primo consiglio è quello di pensare ‘a coppia’. Tuo padre e tua madre non sono due entità divise ma trascorrono gran parte del loro tempo insieme (lavoro e commesse varie permettendo). Per questo motivo, puoi pensare a un regalo condiviso con tua madre. Un esempio? Puoi regalargli un buono per due persone in una pizzeria o in un ristorante in cui volevano andare da tempo.

    Il secondo è di seguire le sue passioni. Probabilmente, tuo padre avrà uno stipendio più alto del tuo e, spesso, non compra l’oggetto dei suoi desideri per mancanza di tempo. Ecco, segui le sue passioni e fargli guadagnare tempo: sarai tu, quindi, a comprare quella cosa che desiderava da mesi!

    Il terzo riguarda l’esperienza.

    Soprattutto se è in pensione, infatti, per quanto riguarda l’oggettistica, bene o male può acquistare tranquillamente quel prodotto o quello strumento che voleva. Allora puoi optare per un regalo esperienziale: un pensiero che, cioè, non punta sull’oggettistica ma su un’esperienza. Può essere l’escursione fuori porta, un week end fuori casa, l’iscrizione in palestra o a un corso di ballo. Hai solo l’imbarazzo della scelta. Seguire questi consigli significa avere la possibilità di stupire tutti e fare, così, bella figura alla festa del papà. Anche se il regalo più bello che desidererà sarà soltanto uno: vederti felice!

  • Rapporto tra genitori e figli: cosa sapere

    Oggi il rapporto tra genitori e figli è sempre molto complicato. E sembra che la tendenza sia andare su questa via. Se un tempo l’autorità, almeno del padre, era molto forte, oggi questo ‘rispetto’ è andato via via scemando fino ad arrivare anche a genitori picchiati o, comunque, che ricevono risposte un tempo impensabili.

    Per questo, ci sono da sapere alcune cose sul rapporto tra genitori e figli che, sicuramente, potrebbero aiutare entrambi le parti in casa.

    La prima regola è non dire sempre “sì” e nemmeno aspettarsi sempre una risposta positiva. È vero, chissà quante volte avrai trovato questo suggerimento ma, sembra un paradosso, più lo si dice e meno lo si rispetta.

    Questo punto è assolutamente fondamentale perché se il bambino fin da piccolo è abituato a ricevere sempre tutto ciò che chiede, da grande difficilmente capirà in tempi brevi che, di solito, nella vita ogni cosa va conquistata. Nessuno ti regala niente, ed è necessario attrezzarsi. Prima lo si capisce e meglio è.

    La seconda regola è…mettere delle regole. Possibilmente inderogabili. Ad esempio, l’uso dello smartphone: magari, ad esempio, indipendentemente dall’età si decide che, almeno a tavola, non si possono rispondere alle telefonate e neppure inviare messaggi su WhatsApp. Un tentativo non soltanto per disconnettersi – in realtà, non sarebbe nemmeno male per un po’ non ‘esistere’ sul web – ma anche in modo da avere dei momenti tutti dedicati alla famiglia, alle persone che non ti tradiranno mai.

    Un altro è non aver paura di mostrare le proprie debolezze. Soprattutto quando si è adolescente, infatti, spesso si nascondono molte cose per evitare problemi. Ebbene, ti diamo due notizie: se sei un adolescente e stai leggendo questo articolo, sappi che soprattutto nei paesini piccoli alla lunga si verrà sempre a sapere cosa si è combinati. Anche perché, in questi casi, tutti conoscono tutti e basta un niente. La seconda notizia è che tantissime persone – in età adolescenziale, e non solo – hanno commesso degli errori, fatto degli sbagli di cui, probabilmente, se ne pentono. Non si può non sbagliare, soprattutto se cominci ad affacciarti al mondo ‘seriamente’, come ad esempio quando cominci ad andare alle scuole medie o superiori.

    In realtà, ci sarebbero altri consigli e altre cose da sapere ma tutto parte da questi tre tasselli che, poi, fanno nascere quello che è la soluzione di tutti i rapporti, non soltanto tra genitori e famigli, ma anche tra amici, mariti e moglie o fidanzati: il dialogo. 

  • Corsi di formazione: cosa sapere prima di comprarne uno

    Abiti in un piccolo paesino, non servito da mezzi pubblici affidabili e, quindi, hai deciso di optare per corsi di formazione online? Nessun problema, sul web ce ne sono tante di proposte del genere. Se da un lato l’ampia offerta può essere un’opportunità perché hai la possibilità di optare per quello che reputi il meglio, dall’altro è molto semplice incappare in qualcosa che non si avvicina nemmeno lontanamente a quello che è un corso di formazione.

    Risposta celere alle mail e ai messaggi

    Sembra cosa di poco, ma una risposta celere può essere un buon segnale

    Quante volte ti è capitato di non avere risposta alle mail? Di aspettare tanto di quel tempo che, poi, hai praticamente desistito? Con enti di formazione online, come teoremacorsi.com, questo difficilmente succede. Ma non solo perché sono bravi. Anche perché non rispondere celermente alle mail, ai Direct su Instagram o ai messaggi privati su Facebook può voler dire un cliente perso. In questo modo, infatti, una risposta celere dà anche un segnale di presenza all’utente che ha deciso di iscriversi. Ammettilo: quante volta hai cambiato pizzeria o pub, per non parlare sempre dei corsi di formazione, solo perché non avevi avuto risposta? Quante volte non hai mandato la mail perché pensavi che una risposta non ti sarebbe mai arrivata? Ecco, non deve mai succedere. C’è, però, una corrente di pensiero che dice che una risposta tardiva può voler dire ‘farsi desiderare’, creare l’attesa. Ma, questo, puoi farlo solo se sei già un colosso, dove la reputazione e ottimale e la domanda è tanta. Se sei ‘piccolo’, meglio evitare questa tecnica.

    Sito chiaro e leggibile

    Aggiornato e navigabile su mobile

    Prendi il sito di www.teoremacorsi.com: è un sito dove tutto è chiaro, lampante, in modo da avere tutto a portata di mano. Sia che navighi via mobile che da un dispositivo fisso. Avere un sito chiaro non è soltanto un mezzo per prendere sempre più clienti, ma è anche un sistema per far sì che l’utente possa arrivare subito dove desidera o, quantomeno, portarlo dove si desidera. Inoltre, un sito leggibile e comprensibile è un bel biglietto da visita poiché dà l’impressione di un ente di formazione che cura ogni minimo dettaglio ed è attento a ogni piccolo particolare. Un sito vecchio, magari degli anni ’90, in Flash, non responsive, è un pessimo segnale da visita. Brutto da vedere e, soprattutto, non incentiva certo i futuri iscritti a compilare il form di contatto oppure a inviarti una mail. Ricorda che col tempo gli enti di formazione crescono a dismisura e l’utente vuole sempre il massimo. Giustamente, tra l’altro.

    Tutto alla luce del sole, senza asterischi

    Prezzo, docente e programma: tutto leggibile, senza sotterfugi
    Spesso può capitare che tu leggi un prezzo, non ci hai fatto caso all’asterisco e ti sei ritrovato a pagare una spesa extra. Esempio: viene pubblicizzato che il corso costa X euro mensili. Tutto perfetto. Ma c’è una postilla a cui non ci hai badato che prevede un costo di iscrizione una tantum di Y euro. Certo, puoi sempre sempre pensare “è colpa mia che non l’ho visto” ma che fiducia può darti un ente di formazione che punta sugli asterischi e sulle postille? Valuta bene anche questi aspetti. Portali come teoremacorsi.com, infatti, non fanno uso di postille scritte in minuscolo o incomprensibili ma, anzi, non soltanto ti dicono il prezzo in maniera chiara se richiedi informazione ma presentano il programma in maniera leggibile, senza alcun problema a spiegare perfino i concetti più semplice. Del resto, pensaci: se tu fai un corso base, ad esempio, di web designer e trovi nel programma gerghi settoriali proprio per essere, in un certo qual modo, fighi, l’utente medio cosa capisce? Nulla. E, probabilmente, non si iscrive. Se, invece, viene spiegato tutto con il cucchiaino, è più invogliato a chiedere informazioni e, magari, a fine corso parlerà pure bene del percorso che gli hai proposto.

  • Cos’è il Betting Exchange e cosa cambia dalle scommesse normali

    Per prima cosa andiamo a vedere qual è la differenza tra i due modi di scommettere. Il betting Exchange è uno scambio di scommesse, ed è fondamentalmente un mercato online in cui i membri possono fare scommesse tra di loro e avere la possibilità di vendere e acquistare il risultato di eventi sportivi. Con un tradizionale sito di scommesse sportive, il cliente sarà sempre in grado di sostenere il risultato. Ma con il betting Exchange se una persona sostiene la Squadra Blu e ritiene che vince una partita, potrà piazzarla scommettendo su qualsiasi altra opzione come perdita o parità. Puoi anche negoziare al momento in cui l’evento è già iniziato. Questa funzione non è sempre disponibile su un bookmaker e solitamente è limitata se è presente. Inoltre, il betting exchange fa soldi prendendo una commissione dalle scommesse vincenti, mentre le scommesse sportive fanno soldi dalle scommesse perdenti.

    Quali sono i vantaggi del betting exchange?

    Ci sono una serie di ragioni per cui potresti preferire di scegliere il betting exchange su un tradizionale bookmaker, non ultimo perché generalmente puoi trovare quote migliori negli scambi di scommesse dell’exchange. Questo perché gli la piattaforma fa i soldi dalle commissioni sulle scommesse vincenti piuttosto che sulle quote, e sono gli altri scommettitori che stanno impostando le probabilità di vincita o di perdita di una squadra. Inoltre, è possibile trovare più opzioni di scommessa su una posizione aperta, tra cui l’opzione di scommettere. Il betting exchange spesso offre operazioni abbastanza svalutate, il che significa che non è possibile usufruire dei bonus e delle promozioni fedeltà offerte nei normali bookmaker.

    Una tecnica molto utilizzata dagli scommettitori di betting exchange è lo scalping, clicca qui per scoprire cos’è lo scalping.

    Alcune delle scommesse che trovi possono essere piuttosto sciocche, il che può portare ad alcune scommesse spericolate. Infine, non è possibile effettuare scommesse multiple in uno scambio di scommesse, cosa molto popolare in un normale sito di scommesse sportive. Molto spesso i bookmaker per potersi accaparrare gente che gioca offre delle scommesse abbinate gratuite online. Molti utenti giocano con entrambi i metodi in quanto con il betting exchange prevedono un risultato, mentre sui vari bookmaker coprono la loro giocata. In questo modo nella maggior parte dei casi il giocatore andrà in vincita. Con questo possiamo dire di essere giunti al termine di questo articolo sperando che sia stato di vostro gradimento e che sia stato utile a rispondere alle vostre domande.

  • Massaggi ai piedi, i vantaggi

    I tuoi piedi lavorano duramente per te ogni giorno. Soprattutto in questo periodo dell’anno intenso per molte persone in quanto ci dilettiamo a fare shopping, riunioni con la famiglia, gli amici, i colleghi di lavoro, gli eventi scolastici e possiamo dire che non c’è tregua di tempo per i nostri piedi.

    Proprio come il collo, la schiena e le spalle, i tuoi piedi possono anche beneficiare di un normale riposo.

    Il massaggio ai piedi migliora la circolazione, stimola i muscoli, riduce la tensione e spesso allevia il dolore. Il massaggio plantare fai-da-te o un massaggio ai piedi professionale è un piacere, ma non necessario per ottenere i benefici desiderati.

    Per effettuare un massaggio ai piedi casalingo ecco cosa fare: Sedersi su una sedia comoda. Piegare la gamba sinistra e appoggiare delicatamente il piede sinistro sulla coscia destra.

    Versare un po ‘di lozione o olio per la pelle nella tua mano. Massaggia delicatamente il piede e massaggia tutto il piede, comprese le dita dei piedi, l’arco e il tallone. Fare un massaggio quanro più profondo possibile.

    Premi le nocche della mano destra sul piede sinistro. Impasta il piede come faresti con il pane. Oppure lavora la pelle e i muscoli tenendo un piede con entrambe le mani e premendo i pollici sulla pelle.

    Usando le mani, tira delicatamente le dita avanti e indietro, in maniera separata. Questo allunga i muscoli sottostanti. Ripeti la stessa operazione anche sull’altro piede. Inoltre devi sapere che ci sono dispositivi di massaggio che possono anche aiutare a rilassare e ripristinare i piedi.

    Non hai tempo di farti fare dei massaggi o non vuoi prendere sempre la macchina ed uscire? Ti consiglio un massaggiatore piedi elettrico, ottimo da utilizzare quando si è in casa.

    I massaggi ai piedi sono davvero molto importanti in quanto a causa di uno stile di vita prevalentemente sedentario, non siamo abituati a usare regolarmente i nostri muscoli.

    I muscoli dei piedi non esercitano quasi alcun esercizio e la circolazione è spesso compromessa da scarpe strette e scomode.

    Un massaggio di 10-20 minuti prima di andare a letto può migliorare notevolmente la circolazione degli arti inferiori, che è particolarmente importante per le persone che soffrono di diabete.

    Massaggiare i piedi può aiutare con il dolore alle articolazioni e favorire il recupero dopo un infortunio, oltre a ridurre l’indolenzimento muscolare.

    Tuttavia, quando il massaggio viene combinato con esercizi di rafforzamento del piede e della caviglia e lo stretching può prevenire lesioni future, nonché accelerare il recupero delle lesioni esistenti. Una breve sessione da tre a cinque volte alla settimana assicurerà di ridurre al minimo il rischio di lesioni.

  • Quando e perchè i cani scondinzolano

    Si crede comunemente che i cani si scuotano la coda per comunicare che sono felici e amichevoli, ma questo non è esattamente vero. I cani usano la coda per comunicare, anche se una coda scodinzolante  non sempre significa Vieni ad accarezzarmi! I cani hanno un tipo di linguaggio basato sulla posizione e sul movimento delle loro code. La posizione della coda di un cane rivela il suo stato emotivo. Quando un cane è rilassato, la sua coda sarà nella sua posizione naturale, questa posizione naturale differisce tra le razze. Le code della maggior parte dei cani, ad esempio, pendono vicino ai talloni. Ma i carlini hanno la coda che si arriccia verso l’alto, e i levrieri hanno la coda che poggia leggermente tra le loro gambe.

    Se un cane è nervoso o sottomesso, toccherà la coda più in basso della sua posizione naturale e si infilerà la coda sotto il suo corpo se è spaventato.

    All’estremità opposta dello spettro, una coda tenuta più in alto del normale potrebbe indicare che il cane è incuriosito da qualcosa, mentre una coda verticale indica aggressività. Una coda tenuta dritta come detto in precedenza significa che il cane è curioso di qualcosa. Lo scodinzolare della coda riflette l’eccitazione di un cane, con scodinzoli più vigorosi relativi ad una maggiore eccitazione. Nel 2007, alcuni ricercatori hanno scoperto che il modo in cui un cane scodinzola dà anche indizi su ciò che prova.

    Nello specifico, una coda che scuote verso destra indica emozioni positive, e una coda che scuote verso sinistra indica emozioni negative. Questo fenomeno ha a che fare con il fatto che l’emisfero sinistro del cervello controlla il lato destro del corpo e viceversa. La ricerca sul comportamento di evitare l’approccio di altri animali ha dimostrato che l’emisfero sinistro è associato a sentimenti di approccio positivo e l’emisfero destro è associato a sentimenti di approccio negativo.

    È interessante notare che uno studio del 2013 ha scoperto che i cani capiscono la scia di coda asimmetrica  degli altri cani: una coda scodinzolante rilassa gli altri cani, mentre una coda non scodinzolante li rende stressati. Con questo siamo giunti al termine di questo articolo sperando che sia stato di vostro gradimento e che sia stato utile a rispondere alle domande che vi hanno portati fino a questa pagina web.

    Molto probabilmente, come già detto, il tuo cane scondinzolerà anche mentre state giocando, magari in preda all’euforia inizia a correre in giro e non riesce a trovare la strada di casa. Per questo è bene procurarsi un GPS per cani, così da tenere sempre sotto controllo il tuo amico a quattro zampe.

    Con questo ci teniamo ad assicurarvi che non appena ci saranno aggiornamento vi terremo informati su questo sito web.

  • Come cucinare un passato di verdure

    Quando decidiamo di preparare un passato di verdure per prima cosa dobbiamo iniziare a far bollire tutte le verdure che inseriremo nel nostro passato.

    Per la preparazione di questo piatto è fondamentale avere i giusti strumenti, come un frullatore ad immersione o il miglior minipimer disponibile in commercio.

    Ti lascio una piccola guida sui miglior minipimer disponibili su Amazon e non solo.

    Volendo potreste accompagnare il tutto con dei legumi o con delle buonissime patate. Possiamo dirvi che la base di questo preparato è senza ombra di dubbio lessare le verdure a foglia larga come le bietole o gli spinaci.

    Quindi come prima cosa dovrete togliere tutte le foglie che si sono annerite e poi lavare bene la verdura sotto acqua corrente.

    Dopo averle lavate possiamo anche iniziare a tagliarle a pezzi.

    Nello stesso tempo potete iniziare a tagliare a dadini abbastanza piccoli due zucchine, due patate e tre carote.

    Dopo questa operazione possiamo unire il tutto alla verdura appena lavata e tagliata e ricoprirla con acqua fino ad arrivare al livello degli ingredienti. Dopo queste operazioni potete iniziare a far bollire il tutto.

    Di solito la cottura è prevista entro un tempo di circa 40 minuti.

    Una volta che la minestra sarà pronta possiamo lasciare il tutto ad intiepidirsi per poi trasferirla in un contenitore da noi scelto.

    Altre informazioni sul passato di verdure

    Dovete sapere che il passato di verdura lo si può fare in due modi, il primo è quello classico ovvero quello in cui utilizzeremo un frullatore a immersione per ottenere una gustosa crema, oppure potete utilizzare un mixer.

    Anche in questo caso la consistenza da ottenere sarà cremosa ma allo stesso tempo anche omogenea.

    Se volete a fine della preparazione potete far bollire 120 grammi di pastina e quando questa sarà pronta potrete scolarla e aggiungerla al vostro passato. Possiamo assicurarvi che la zuppa cosi preparata sarà davvero molto più buona.

    Un altro tipo di passato di verdure allo stesso tempo anch’esso molto gustoso è quello a base di zucca e di lenticchie.

    Per preparare il tutto potete seguire questo semplice procedimento. In una pentola fare rosolare uno spicchio di aglio e mettere circa 3 cucchiaini di olio e quando l’aglio diventerà biondo potrete inserire anche le lenticchie.

    Dopo aver fatto tutto questo potete anche inserire l’altro ingrediente davvero molto buono ovvero la zucca, la quantità di solito è di 300 grammi ma potete cambiarla.

    Versate sul preparato acqua fredda fino a coprire le verdure e i legumi e fate cuocere il tutto per un ora circa. Quando la zuppa sarà cotta frullate il tutto e servite in piatti di minestra condendoli con olio e pepe nero.

    Ovviamente potreste inserire anche delle erbe aromatiche per rendere il tutto molto più buono.

    Con questo possiamo dire di essere giunti al termine di questo articolo sperando che sia stato di vostro gradimento e che sia stato utile a rispondere alle domande che vi hanno portati fino a questa pagina web.

  • Quello che devi sapere su un passaverdure

    La domanda che in molti si fanno è come deve essere il passaverdure. Infatti la domanda che più possiamo trovare online è quella di scegliere un passaverdura elettronico o manuale. Una delle prime cose che dobbiamo scegliere è di sicuro la sicurezza e l’igiene. Alcuni passaverdura sono davvero ottimi in quanto sono fatti con un acciaio inox e quindi abbiamo sulla nostra cucina un prodotto davvero molto robusto ed allo stesso tempo anche molto igienico.

    Oggi in commercio possiamo trovare davvero moltissimi tipi di passaverdura che possono avere diversi filtri intercambiabili che possono in questo modo passare al meglio ogni tipo di verdura.

    Il passaverdura oggi lo possiamo trovare davvero in ogni tipo di cucina anche se possiamo dire che oggi questo prodotto è stato un po declassato visto l’entrata in commercio di robot da cucina che hanno preso letteralmente il sopravvento.

    Ovviamente il prezzo di un robot da cucina è davvero molto alto, mentre quello del passaverdura è di gran lunga inferiore.

    Il prezzo di solito varia in base alle sue caratteristiche che possono essere il materiale con cui è stato costruito, alcune differenze che ne determinano la qualità e tanto altro ancora. Ma andiamo a vedere come è fatto un passaverdura.

    Di solito troviamo tre pezzi che si compongono tra di loro.

    Il primo pezzo è di sicuro il contenitore che può avere una capacità variabile tra un modello e l’altro, poi abbiamo le lame che ruotano e passano la verdura e per finire il filtro che è davvero un pezzo di fondamentale importanza per tutti i passaverdura.

    Possiamo dire che oggi i migliori passaverdura hanno un acciaio inox che è un materiale eccellente ed è davvero ottimo per stare a contatto con tutti i tipi di alimenti.

    Per un passaverdure possiamo trovare anche altri materiali davvero frequenti come la plastica che di solito viene utilizzata per realizzare il contenitore.

    Con questo possiamo dire di essere giunti al termine di questo articolo sperando che sia stato di vostro gradimento e che sia stato utile a rispondere alle domande che vi hanno portati fino a questo sito internet.